Come si tiene un quadro di legno (e cosa lo rovina)

Tre quadri in legno appesi in fila su una parete di casa

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Un quadro di legno è una cosa viva: si muove con l’umidità, cambia colore con gli anni, e se lo si tratta male se ne accorge. La buona notizia è che per tenerlo bene non serve quasi fare niente. Serve sapere cosa non fare.

Le tre cose che lo rovinano

Il sole diretto. È il nemico numero uno. I legni chiari ingialliscono, i legni scuri sbiadiscono, e siccome un intarsio vive del contrasto fra i due, dopo qualche estate il disegno si appiattisce. Se l’unica parete libera prende sole per metà giornata, meglio una tenda leggera.

Il termosifone sotto. L’aria calda e secca che sale addosso a una tavola la fa ritirare da un lato solo: il pannello si imbarca e, nei casi peggiori, un tassello si stacca. Trenta centimetri di distanza in più risolvono il problema.

I prodotti per i mobili. Gli spray al silicone lasciano una patina che poi non va più via, e sulle finiture a cera fanno le macchie. Non servono: il legno finito a cera si pulisce da solo.

La manutenzione, tutta qui

  • Un panno di cotone asciutto, ogni tanto, seguendo il verso delle venature. Basta questo.
  • Se c’è una macchia, un panno appena inumidito e subito asciugato. Mai lasciare acqua ferma sulla superficie.
  • Una passata di cera d’api ogni due o tre anni, se il quadro vive in una stanza molto secca. Poca, e lucidata bene.

E se scurisce?

Scurisce. Tutti i legni lo fanno, chi più chi meno, ed è giusto così: dopo dieci anni un quadro non ha lo stesso colore del giorno in cui l’avete comprato. Non è un difetto ed è l’unica cosa che una stampa non saprà mai fare.

Se un quadro si è rovinato davvero — un urto, un tassello sollevato, una macchia profonda — scrivetemi. Quelli che ho fatto io li rimetto a posto volentieri.