Capita quasi sempre, al banco: qualcuno guarda un intarsio, fa due passi di lato e si ferma. «Ma prima non era così». No, non lo era. Ed è il motivo per cui una fotografia non rende mai giustizia a un quadro fatto di legno.
Il legno non ha un colore, ha una direzione
Le fibre del legno sono tubicini messi tutti nello stesso verso. Quando la luce li prende di punta rimbalza indietro e la superficie sembra chiara, quasi accesa; quando li prende di lato entra dentro e la stessa identica zona diventa scura e profonda. Non è un effetto: è proprio come è fatto il materiale.
Chi fa intarsio lo usa apposta. Se in un paesaggio metto due pezzi dello stesso legno ma girati uno a novanta gradi rispetto all’altro, ottengo due colori diversi senza aver aggiunto niente. È così che si fa un campo arato accanto a un campo di grano, o l’acqua che si stacca dal cielo.
Perché la fotografia lo perde
Una fotografia congela una luce sola, da una posizione sola. Tutto quello che il quadro fa mentre voi vi muovete — e in una stanza vi muovete di continuo — sparisce. Per questo dico sempre di venire a vederli dal vivo: le foto sul sito servono a farsi un’idea, non a decidere.
Come approfittarne a casa vostra
- Luce laterale, non frontale: una finestra o una lampada di lato fanno vivere l’intarsio. Un faretto sparato in faccia lo appiattisce come una stampa.
- Su una parete che si costeggia, un corridoio o l’ingresso: così ci passate davanti da angolazioni diverse ogni giorno.
- Non sotto vetro, se potete evitarlo: il vetro riflette e vi restituisce la stanza invece del legno.
È una piccola cosa, ma cambia parecchio. Un quadro appeso male è un quadro spento, e non è colpa sua.

